Ragazza che è Employer Brand Ambassador

Promuovere il brand aziendale: l’Employee Brand Ambassador

Scritto da Laetitia De Gaetanis

 

Chi è l’Employee Brand Ambassador?

Negli ultimi anni, l’Employer Branding è diventato un aspetto cruciale per le aziende che cercano di attrarre e trattenere le migliori risorse in azienda. Un’adeguata strategia di Employer Branding non solo può aumentare la reputazione dell’organizzazione come datore di lavoro, ma può anche migliorare la soddisfazione e l’engagement dei dipendenti, la loro produttività e, di conseguenza, favorire la crescita dell’azienda.

In questo contesto, l’Employee Brand Ambassador svolge un ruolo fondamentale nel far crescere l’esposizione e la reputazione aziendale. Può essere definito come un rappresentante dell’azienda, un “testimonial”, scelto tra i dipendenti, che conosce i valori, la cultura e il purpose aziendale. La sua responsabilità principale è promuovere e valorizzare l’immagine dell’azienda come datore di lavoro, sia all’interno che all’esterno dell’organizzazione.

 

Il ruolo dell’Employee Brand Ambassador

Come anticipato, l’Employee Brand Ambassador può avere un ruolo chiave nella gestione del brand aziendale e svolge una serie di compiti con l’obiettivo di rappresentare l’immagine e la voce dell’azienda come datore di lavoro.

Tra gli obiettivi dell’Employee Brand Ambassador si evidenzia:

  • Far crescere l’attrattività dell’azienda come datore di lavoro: è possibile promuovere l’immagine dell’azienda come luogo di opportunità professionali gratificanti attraverso l’esposizione dei programmi di sviluppo professionale, delle opportunità di carriera, dei benefit per i dipendenti ecc. L’Employee Brand Ambassador può anche organizzare visite guidate presso l’azienda per i candidati, fornendo loro una panoramica delle attività svolte e dell’ambiente lavorativo.
  • Costruire e mantenere relazioni: uno dei principali obiettivi da raggiungere prevede la costruzione e il mantenimento di relazioni positive tra i dipendenti, nonché la risoluzione di eventuali conflitti e la fornitura di un supporto costante. In questo ambito, un Ambassador può rappresentare il giusto intermediario tra dipendenti e management dell’organizzazione.
    Inoltre, l’Employee Brand Ambassador dovrebbe cercare di aumentare l’engagement dei dipendenti attraverso attività mirate al loro coinvolgimento e collaborazione. Tra queste, la creazione di gruppi di lavoro che si occupano di temi legati alla cultura aziendale, o di eventi e attività che permettano ai dipendenti di socializzare e interagire tra di loro.
  • Comunicare l’Employee Value Proposition: spiegando in modo chiaro e convincente i vantaggi e benefici di lavorare per l’azienda e come essa possa essere in grado di supportare la crescita e lo sviluppo dei dipendenti.
  • Aumentare la visibilità dell’azienda: l’Employee Brand Ambassador può generare un aumento della visibilità aziendale utilizzando i social media e altre piattaforme online, oltre che prendendo parte ad eventi offline (Convegni, Eventi, Fiere…). Partecipare come speaker o sponsor ad eventi di settore può essere un ottimo mezzo per attirare l’attenzione del pubblico esterno. Al tempo stesso, però, l’Ambassador deve essere in grado di gestire la reputazione dell’azienda, monitorando le recensioni e le “domande” che clienti, dipendenti, potenziali candidati e altri stakeholders manifestano in rete.

 

Mantenere una reputazione positiva nel tempo

Una reputazione positiva è uno dei requisiti essenziali per l’azienda, soprattutto quando si tratta di attrarre e trattenere talenti di alto livello. Come anticipato, l’Employee Brand Ambassador contribuisce alla gestione della reputazione dell’organizzazione, ma affinché questa venga mantenuta positiva nel tempo è fondamentale prestare attenzione anche ad altri aspetti della vita aziendale.

In particolare, è importante monitorare le esigenze dei dipendenti, offrendo loro un ambiente di lavoro favorevole e adottando una strategia di comunicazione adeguata alle nuove tendenze del mercato e della concorrenza.
Offrire un ambiente di lavoro favorevole però non è sufficiente, anche la trasparenza nella comunicazione con i dipendenti e gli stakeholder è fondamentale. L’azienda deve mostrarsi disposta ad ascoltare le opinioni e le esigenze dei propri dipendenti, fornendo informazioni chiare riguardo alle proprie politiche, pratiche e obiettivi.
Inoltre, l’inclusività è un altro fattore importante per mantenere un ambiente di lavoro positivo e produttivo. È fondamentale che i dipendenti si sentano valorizzati per il loro lavoro, indipendentemente dal loro background, creando, così, un contesto in cui la diversità viene vista come un valore aggiunto e non come un ostacolo.

Anche le politiche di CSR possono essere un volano positivo per la reputazione aziendale. Promuovere l’impegno sociale dei propri dipendenti attraverso progetti di volontariato, programmi di sostenibilità ambientale e sociale può essere un modo efficace per mostrare la responsabilità sociale dell’azienda e migliorare la sua immagine pubblica.
Infine, non si può sottovalutare l’importanza del monitoraggio costante dell’immagine dell’azienda sui social media e su altre piattaforme. Le conversazioni online possono infatti influenzare significativamente la reputazione dell’azienda, sia in modo positivo che negativo.

In conclusione, come evidenziato in questo paragrafo, sebbene l’Employee Brand Ambassador possa supportare l’immagine positiva dell’azienda, è essenziale che essa implementi una strategia duratura per preservare una reputazione favorevole nel lungo termine.

 

Valutare l’efficacia delle strategie di Employer Branding

A questo punto è necessario valutare l’efficacia delle strategie di Employer Branding implementate e i risultati ottenuti grazie alle attività svolte dall’Employer Brand Ambassador. Per fare ciò esistono diverse metriche che l’azienda può utilizzare:

  • Numero di candidature ricevute: se le attività dell’Employee Brand Ambassador funzionano, l’azienda dovrebbe ricevere un maggior numero di candidature e, di conseguenza, non solo avere una scelta più ampia tra i candidati, ma anche aumentare le possibilità di assumere candidati altamente qualificati e motivati. 
  • Tasso di accettazione dell’offerta delle posizioni aperte: un elevato tasso di accettazione dell’offerta è indicativo che la strategia di Employee Branding sta funzionando, in quanto denota che un maggior numero di candidati ha accettato la posizione proposta dall’azienda.
  • Tempo medio per riempire una posizione: è una metrica importante perché indica il tempo necessario per trovare un candidato adatto. Questo indice è misurato come le giornate trascorse dalla pubblicazione di una posizione aperta alla firma del contratto di lavoro. Più il tempo medio per riempire una posizione si riduce più significa che la strategia di Employee Branding sta migliorando l’attrattività dell’azienda verso i candidati “in target”.
  • Employee Retention Rate: indica la soddisfazione dei dipendenti verso il lavoro svolto e la cultura aziendale. I dipendenti soddisfatti sono più propensi a rimanere nell’azienda. Avere un Employee Retention Rate elevato può quindi contribuire a ridurre i costi di reclutamento e formazione per eventuali nuovi candidati.
  • Feedback dei dipendenti: è un’importante metrica per valutare l’andamento di una strategia di Employer Branding, in quanto essi rappresentano i migliori testimoni di un’azienda. Il loro feedback può mostrare la reale percezione della cultura aziendale ed essere utile a identificare i punti di forza e le aree di miglioramento nella strategia di Employer Branding.

Altre metriche importanti

Oltre alle metriche sopraelencate, legate principalmente alla Talent Attraction e alla Talent Retention, è consigliato monitorare anche le performance in ambito marketing tra cui:

  • Esposizione organica: riguarda sia i post pubblicati dai canali social dell’azienda, sia la visibilità sui motori di ricerca. L’esposizione è legata non solo ad una crescita in ambito SEO ma anche ad un crescente numero di ricerche branded (es. Query: Nome azienda + posizioni aperte)
  • Engagement Rate: metrica che abitualmente misura il peso delle interazioni (like, commenti e condivisioni) rispetto alla copertura di un post social pubblicato dall’azienda. Un efficace programma di Employee Brand Ambassadorship dovrebbe aumentare la visibilità dell’azienda, suscitando maggior interesse nei confronti dei suoi asset digitali e, di conseguenza, portando a livelli di interazione più elevati rispetto al passato.
  • Paid Media Cost: la maggiore attenzione che riceve l’azienda, grazie anche all’attività degli Ambassador, porta a una maggiore visibilità organica. Questo genera, successivamente, un maggior coinvolgimento dei consumatori, riducendo la necessità di investire in media pubblicitari pagati per raggiungere determinati risultati.

 

Come diventare un Employer Brand Ambassador

Essere un Employee Brand Ambassador richiede molto più della semplice condivisione di post sui social media, significa essere un rappresentante dell’azienda in ogni momento. Esporsi trasparentemente, affiancando la comunicazione più istituzionale, illustrando i prodotti e servizi offerti dall’azienda sul mercato, ma anche le competenze e i suoi valori.

Per diventare un buon Employee Brand Ambassador, è quindi importante avere una profonda conoscenza dell’azienda, della sua cultura e del suo scopo. Inoltre, è fondamentale essere in grado di comunicare questi elementi in modo autentico, impegnandosi costantemente e autonomamente.

Un’altra abilità fondamentale che un buon Employee Brand Ambassador dovrebbe possedere è l’ascolto. Infatti, come accennato in precedenza, questa figura ha anche il ruolo di monitorare le esigenze degli altri dipendenti e i feedback degli stakeholders esterni. Pertanto, ascoltare i riscontri e i suggerimenti degli altri è fondamentale per migliorare l’Employee Brand dell’azienda.

La figura dell’Employee Brand Ambassador rappresenta dunque un investimento prezioso per le aziende che desiderano non solo sviluppare una forte Brand Reputation e creare un ambiente di lavoro positivo e stimolante per i propri dipendenti, ma anche rafforzare l’attività di Talent Attraction e Talent Retention.